Nel 1915, gli italiani probabilmente pensavano che sarebbero stati accolti a braccia aperte dagli abitanti del Tirolo italiano durante la loro invasione. L’irredentismo a Trento, Rovereto, Riva e Borgo era infatti molto attivo sul piano propagandistico. Ma alla prova dei fatti si rivelò che si trattava solo di una piccola minoranza, poiché i valorosi tirolesi italiani erano altrettanto fedeli e coraggiosi quanto i loro camerati tirolesi di lingua tedesca.
Purtroppo, delle gesta dei tiratori scelti tirolesi italiani (Standschützen) non fu scritto quasi nulla, e per questo anche nel mio libro sui tiratori scelti queste figure sono trattate troppo brevemente, poiché non avevo alcun materiale a disposizione. Ancora oggi è difficile reperirne, visto che la maggior parte degli ufficiali dei tiratori scelti, in parte anche decorati, è ormai deceduta. Va solo sottolineato che le due compagnie Trento I e Trento II combatterono sulle stesse pericolose linee del fronte come Innsbruck I e II.
Subito dopo la dichiarazione di guerra, gli italiani avanzarono nella non fortificata valle dell’Adige, ma furono accolti con tale calore dalla gendarmeria di Ala e dalla compagnia di tiratori scelti di Borghetto, che dovettero ritirarsi. Il capo dell’assistenza era il comandante del posto, il maresciallo Prosper Galvan, che per questo venne decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare.
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Ultimo aggiornamento: 09/10/2026. A cura di Carlo Simeoni e Fabrizio Leonardi